Risorgimento, Romagna, Modigliana, Patriota Don Giovanni Verita, Arte, Laghi, Nelli

Valore stimato —178.5

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1° CINQUANTENARIO


 DELLA MORTE DI 


DON GIOVANNI VERITA'




MODIGLIANA 


1885-1935


 

 

 

 

 

 

Interessante antica medaglia, 

decorativa e da collezione,

esemplare edito per commemorare il noto personaggio romagnolo,


con al recto il profilo del volto o ritratto del Verita',


mentre al verso e' impressa la scritta commemorativa succitata;


 

graziose dimensioni, misura circa cm. 3 (diametro, escluso il gancetto utile per appenderla); in metallo patinato (rame bronzato ?);al recto leggibile il nome dell'artista scultore medaglista LAGHI, autore del ritratto del Verità, mentre l'allegoria fascista presente al verso è firmata dall'incisore M. NELLI; esemplare databile alla prima meta' del '900 (1935)


 

 

DI INTERESSE ARTISTICO, RISORGIMENTALE, STORICO-LOCALE, PUBBLICITARIO, COLLEZIONISTICO

 

Discreta conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparsa ossidazione o abrasioni e difetti vari marginali, medaglia eventualmente meritevole di essere pulita o lucidata, il tutto cosi' come visibile nelle immagini allegate.



(l' immagine allegata raffigura un particolare dell'intero oggetto, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)


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Giovanni Verità, detto "don Zvàn" (Modigliana18 febbraio 1807 – Modigliana26 novembre 1885), è stato un sacerdote italiano  ardente patriota italiano ed avversario del potere temporale del "Papa Re" nel periodo risorgimentale.

Ordinato sacerdote nel 1829, iscritto alla "Giovane Italia" l'anno seguente, si schierò apertamente con i carbonari e partecipò a diverse rivolte popolari, per questo la sua figura fu molto discussa.

Don Giovanni aiutò moltissimi cospiratori recuperandoli grazie a finte battute di caccia nelle foreste intorno a Modigliana, divenuta punto di riferimento per i patrioti inseguiti dalle guardie pontificie, in quanto in zona di confine tra lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana.

Il sacerdote aiutò la fuga di Giuseppe Garibaldi e di Giovanni Battista Culiolo (alias "capitano Leggero"[1]), suo luogotenente, inseguiti dagli austriaci. La notte del 21 agosto 1849 don Giovanni li incontrò sul monte Trebbio e poi li nascose in casa propria a Modigliana. Successivamente li aiutò a raggiungere il Granducato, perché potessero imbarcarsi a Livorno.

Quando morì, il 26 novembre del 1885, gli furono negati i funerali religiosi, vista la sua non obbedienza al Papa.

La sua casa natale ospita oggi il «Museo Comunale Don Giovanni Verità», dedicato alla sua figura. (dal web, wikipedia)

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